Perche' proprio a me?

UniversoSe fossi seduto su una nuvola scrutando la terra per individuare la persona giusta alla quale poter conferire uno dei doni più rari e ricercati dell’universo, non so se sarei in grado di attraversare l’etere e puntare il mio dito verso una vasta moltitudine di persone – pastori, commercianti, onesti ed ipocriti – e dire “È lui! Ecco quello giusto. Donalo a lui!”

Magari non è successo proprio in questo modo, ma è così che mi sento. Ma non sempre. Ovvero, a volte qualcun altro se ne esce con una spiegazione totalmente diversa, ma ugualmente plausibile. Qualche benpensante, incredulo sulla mia ovvia mancanza di cognizione su quello che succede nell’Universo, potrebbe esclamare: “Oh no! Lei ha certamente fatto queste cose nella sua vita precedente!”. Ma io gradirei sapere: come fanno gli altri a sapere i fatti segreti della mia vita precedente, mentre io sto tentando di comprendere ciò che succede in questa?

Insomma, siamo realistici. Ho impiegato dodici anni per diventare uno dei maggiori, se non il più importante chiropratico di Los Angeles. Avevo tre case, una mercedes, due cani e due gatti. Tutto sembrava perfetto se solo avessi avuto miglior giudizio nel trattare i soldi e l’alcool e non avessi compromesso una relazione che durava da sei anni in modo da lasciarmi incapace di camminare per tre giorni. Il Prozac ha aiutato la situazione, comunque e molto.

Sei mesi dopo, stavo facendo un giro per Venice Beach, in California, con la mia assistente, la quale insisteva perché mi facessi leggere le carte da una chiromante che era sulla spiaggia. “Non voglio assolutamente farmi fare le carte da una chiromante sulla spiaggia” le dissi molto fermamente. Se fosse una chiromante di quelle brave, la gente andrebbe da lei; non dovrebbe trascinare il suo tavolino, la tovaglia, le sedie e tutto l’equipaggiamento su un marciapiede sovraffollato di una spiaggia e cercare di fermare ignari turisti per sbolognar loro la sua versione del loro futuro, contando sul fatto che loro la paghino per il privilegio avuto.

“L’ho incontrata ad una festa e le ho detto che saremmo stati qui. Sarebbe davvero imbarazzante se non passassimo da lei a farci leggere le carte” mi rispose lei senza esitazione, aggiungendo che avrebbe potuto farmi le carte per 10 o per 20 dollari. Un’occhiata alla mia assistente e capii che ogni mia rimostranza sarebbe stata inutile.Chiavi di Enoch Le brontolai un “bene”, scegliendo una predizione da 10 dollari e vedendo andare in fumo la metà di quello che avremmo speso per pranzo. Mi avvicinai deferentemente verso la donna, mi accasciai sulla sua sedia pieghevole, le diedi i 10 dollari e pensai al mio appetito.

In cambio dei miei soldi ricevetti una lettura alquanto blanda sulla mia situazione attuale e mi dilettai nell’essere chiamato “Bubelah” (stellina) da una zingara ebrea. E senza darci troppa importanza, aggiunse: “Faccio anche una cosa un po’ speciale usando le linee assiali. Si tratta di ricongiungere le linee meridiane del tuo corpo alle quelle della terra ricollegandole alle stelle ed agli altri pianeti”. Mi disse che, in veste di medico, mi sarebbe stato di grande aiuto. Mi disse anche che avrei potuto informarmi su tutto ciò nel libro intitolato The Book of Knowledge: The Keys of Enoch (Il libro della conoscenza: le chiavi di Enoch). La cosa sembrava abbastanza interessante, così feci la fatidica domanda: “Quanto costa?”. Mi rispose “333 dollari”. Le risposi “No, grazie”.

Questo è il genere di cose dalla quale si viene messi in guardia dai notiziari della sera. Potevo fin da ora già sentire le notizie “Zingara ebrea preleva 333 dollari da ignaro chiropratico”. La mia foto, con sotto la didascalia “babbeo” stampata di traverso sullo schermo. Ed ancora “… convince un dottore a pagarle un vitalizio aggiuntivo di 150 dollari mensili, affinché provveda ad accendere candele per la sua protezione.” Mi sentivo umiliato al solo pensiero di aver considerato il fatto. Così, la mia assistente ed io ce ne andammo e, con molta fantasia, cercammo di trovare un pranzo per due da 10 dollari.

La cosa sarebbe potuta morire qui, ma la mente delle persone lavora in modo misterioso. Non potevo togliermi il pensiero dalla testa. Mi ritrovai ad impiegare gli ultimi minuti della pausa pranzo per andare alla libreria “Bondhi Tree” e scorrere velocemente il capitolo 3.1.7. de The Book of Knowledge: The Keys of Enoch. Questo capitolo parlava delle linee assiali. La più grande lezione di quel giorno fu che se c’era un libro al mondo che non si poteva leggere velocemnete era proprio quello che avevo in mano. Questo argomento mi stava ossessionando, fino a che non mi arresi. Frastornato, cedetti alla tentazione.

Linee AssialiIl lavoro venne fatto in due sedute a due giorni di distanza l’una dall’altra. Il primo giorno le diedi i soldi, mi sdraiai sul lettino e continuai a pensare: “Questa è la cosa più stupida che io abbia fatto finora “. Non potevo credere di aver dato 333 dollari ad una perfetta estranea, solo perché lei potesse tracciare con la punta delle dita delle linee sul mio corpo. Mentre ero disteso e immaginavo tutto ciò che avrei potuto fare con quei soldi, improvvisamente mi inondò un pensiero: “Beh, i soldi ormai glieli hai dati. Tanto vale smetterla di avere quest’attitudine negativa ed essere disponibili a ricevere quello che ha da offrire”. Così me ne restai tranquillo, disponibile e pronto a ricevere. Non provavo niente. Assolutamente niente. Comunque sembravo essere l’unica persona in quella stanza a saperlo. Poi, all’incirca un’ora dopo che ero andato a dormire, la lampada sul mio tavolino da notte – una lampada che possedevo da dieci anni- si accese da sola ed mi svegliai con la netta sensazione che ci fosse della gente a casa mia. Ispezionai tutta la casa accompagnato dal mio dobermann, un coltello da scalco ed una bomboletta di pepe spray, ma non trovai nessuno. Tornai a letto con la fortissima sensazione di non essere solo e di essere spiato.

All’apparenza la seconda seduta incominciò praticamente come la prima. Tuttavia, ben presto fu chiaro che invece sarebbe stato un giorno del tutto diverso. Le mie gambe non riuscivano a stare ferme. Avevano una sensazione di “gambe impazzite”, che colpisce tutti almeno una volta ed all’improvviso nel bel mezzo della notte. Quella sensazione si estese immediatamente a tutto il resto del mio corpo, attraversato da un’insopportabile sensazione di freddo. Non potevo fare altro che stare coricato tranquillamente sul tavolo. Per quanto volessi saltare su e giù e scacciare quella sensazione da ogni cellula del mio corpo. Non osavo muovermi. Perché? Perchè avevo pagato I miei 333 dollari ed avevo paura di perdere il mio patrimonio. Questo è il motivo. Quella sensazione passò in fretta. Era un giorno di agosto esageratamente caldo e noi eravamo in un appartamento senza aria condizionata. Io ero quasi congelato e battevo i denti e la povera donna si affrettò ad avvolgermi in una coperta, nella quale rimasi per cinque minuti, finchè la temperatura del mio corpo tornò normale.

Ero diverso. Non capisco cosa sia successo, nè potrei cercare di spiegarlo; in quel momento ero una persona molto diversa da quella di 4 giorni prima. Mi ficcai dentro l’auto che sembrava andasse da sola verso casa.

Non ricordo cosa successe nel resto della giornata. In un certo senso non posso neanche dire se ci fu il resto di quel giorno. Tutto quello che posso dire è che il mattino successivo ero al lavoro. E qui comincia la mia odissea.
Energie Planetarie
Era mio solito chiedere ai miei pazienti di restare coricati sul lettino ad occhi chiusi dai 30 ai 60 secondi per rilassarsi e lasciare che il loro corpo si adattasse all’aggiustamento. Quel particolare lunedì, sette dei miei pazienti, alcuni dei quali erano in cura da me da quasi 12 anni, ed uno che si era fatto visitare per la prima volta, chiesero se stessi girando intorno al lettino, mentre erano coricati. Alcuni mi chiesero se qualcun altro fosse entrato nella stanza perché avevano la sensazione che qualcuno fosse in piedi o stesse camminando attorno al lettino; due mi confidarono timidamente che gli era sembrato addirittura che della gente stesse volando attorno al lettino.

Avevo esercitato la professione di chiropratico per ben 12 anni e prima di allora nessuno aveva mai detto una cosa simile. E ora sette persone mi avevano detto la stessa cosa, tutti lo stesso giorno. Qualcosa era successo. Tra un paziente e l’altro, sondai le acque tra i miei impiegati: “Sembra molto diverso! La sua voce è molto diversa! Cosa le è successo durante il fine settimana?” Certamente non avevo intenzione di dirglielo. “Niente” rispondevo, meravigliandomi per quanto fosse successo durante quel fine settimana.

I miei pazienti mi dicevano che erano in grado di percepire dove fossero le mie mani ancor prima che li toccassi. Potevano sentire le mie mani quando erano ancora lantane dal loro corpo. Diventò quasi un gioco vedere con quale precisione potevano indicare la posizione delle mie mani. Poi diventò più di un gioco, quando la gente cominciò a guarire. All’inizio le guarigioni non erano di grande portata: dolori, indolenzimenti e cose simili. Quando i pazienti venivano per cure chiropratiche, li facevo accomodare, poi dicevo loro di chiudere gli occhi e di stare coricati fintanto che dicessi loro di riaprirli. Mentre i loro occhi erano chiusi io passavo le mie mani su di loro per una volta o due. Quando si alzavano e realizzavano che il loro male non c’era più, mi chiedevano cosa avessi fatto. La mia risposta abituale era “Niente! Ma non dirlo a nessuno”. Il che aveva lo stesso effetto della propaganda di Nancy Regan contro la droga: “Semplicemente non usarla!”

IniziazionePresto cominciò ad arrivare gente da ogni parte per ottenere queste guarigioni ed io non avevo idea di quanto stesse succedendo. Cercai di trovare una spiegazione dalla donna che mi aveva tracciato le linee assiali, ma lei mi disse semplicemente: “Deve provenire da qualcosa che già era in te. Può darsi che abbia a che fare con l’esperienza di premorte che tua madre ebbe al momento delle tua nascita” ed aggiunse “Non conosco nessuno al quale sia successa una cosa analoga. È affascinante”. Affascinante. E in questo caso, affascinante significa che ero da solo.

All’inizio di ottobre cominciai a dare dimostrazioni. Tenni le mie mani sopra il ginocchio di una donna, indolenzito a causa di una malattia ossea avuta in gioventù. Quando tolsi le mie mani, lei si sentì meglio. Le mie mani erano coperte di vesciche, piccole e sottili, che rimasero solo per tre o quattro ore. Questo successe in più di una occasione. Tutte le volte che apparivano vesciche sulle mie mani, la gente degli altri studi medici del palazzo correvano a vedere. (Avrei dovuto far pagare un biglietto d’ingresso) . Poi successe. Le mie mani cominciarono a sanguinare. Non vi stò imbrogliando. Non a rivoli, come nei vecchi film, ma più come se avessi punto il palmo con uno spillo. Era proprio sangue. “È un’iniziazione!”, mi diceva la gente. In cosa? Chiedevo io. Ed ancora, come facevano a saperlo? Perché non lo sapevo io? E chi può saperlo realmente?

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